ITALIA PERBENE

Saro Trovato

Don Pino Puglisi, il martire della Chiesa ucciso dalla mafia

Don Pino Puglisi, il martire della Chiesa ucciso dalla mafia

Don Pino Puglisi è uno degli eroi della storia contemporanea d’Italia. Un prete, un insegnante, un educatore che ha dedicato la propria vita al servizio dei ragazzi, affinché non abbracciassero la strada della criminalità organizzata. E’ stato assassinato la sera del 15 settembre 1993, giorno del suo cinquantaseiesimo compleanno (era nato a Palermo, nel quartiere Brancaccio, il 15 settembre 1937), ucciso con un colpo di pistola alla nuca mentre torna a casa. Ad ucciderlo i sicari di Cosa Nostra palermitana.

I pentiti di mafia hanno rivelato che a ordinare il delitto furono i fratelli Giuseppe e Filippo Graviano, boss del quartiere palermitano di Brancaccio. L’agguato fu affidato ad un ”commando” guidato dal killer Salvatore Grigoli che, dopo essersi pentito, ha accusato come suoi complici Gaspare Spatuzza, Cosimo Lo Nigro e Luigi Giacalone, che avrebbero svolto funzioni di appoggio, e il ”reggente” della cosca Nino Mangano che avrebbe organizzato la spedizione di morte. Grigoli ha raccontato che, quando Don Pino Puglisi capì che stava per ucciderlo, disse ”me l’aspettavo”, e sorrise al suo assassino.

Circa due mesi prima dell’assassinio padre Puglisi aveva subito un’intimidazione: di notte gli avevano parzialmente bruciato la porta della Chiesa. Da alcuni anni era parroco della Chiesa di San Gaetano, a Brancaccio, feudo della famiglia Graviano, e insegnava religione al liceo classico Vittorio Emanuele di Palermo. Nella parrocchia di San Gaetano padre Puglisi aveva svolto una costante predicazione antimafia. A gennaio 1993 aveva inaugurato il centro “Padre Nostro”, diventato punto di riferimento per i giovani e le famiglie del quartiere. Il sacerdote dava fastidio alla mafia per la sua azione apostolica contro i trafficanti di droga e le omelie di condanna a Cosa Nostra.

Il martirio del prete ha lasciato un grande segno nella coscienza popolare di Palermo e dell’Italia intera. Il suo sacrificio non è rimasto inascoltato. Nel 2006 i teologi consultori della congregazione delle cause dei Santi riconoscono nella morte di padre Puglisi ”i requisiti del martirio”, segnando una tappa importante nel processo di beatificazione del sacerdote. Il 25 maggio 2013, sul prato del Foro Italico di Palermo, davanti ad una folla di circa centomila fedeli, è stato proclamato beato. La celebrazione è stata presieduta dall’arcivescovo di Palermo, cardinale Paolo Romeo, mentre a leggere la lettera apostolica, con cui si compie il rito della beatificazione, è stato il cardinale Salvatore De Giorgi, delegato da papa Francesco.

Papa Francesco, il giorno dopo la proclamazione del nuovo beato della Chiesa, ricorda Don Pino Puglisi con delle parole che resteranno sempre vive. “E’ stato un sacerdote esemplare, dedito specialmente alla pastorale giovanile. Educando i ragazzi secondo il Vangelo vissuto li sottraeva alla malavita e così questa ha cercato di sconfiggerlo uccidendolo. In realtà però è lui che ha vinto con Cristo risorto”.

La morte di Don Pino Puglisi ha permesso di accendere i riflettori riguardo alla grande opera che il prete stava svolgendo nel quartiere di Brancaccio. La figura del sacerdote ucciso dalla mafia è ricordata nel film di Roberto Faenza ”Dritto sulle righe storte” nel quale Luca Zingaretti veste i panni di Don Pino. Alla figura di Puglisi si è liberamente ispirato anche ”Brancaccio”, un film tv trasmesso dalla Rai, diretto da Gianfranco Albano e interpretato da Ugo Dighero.

Educazione e istruzione, erano le parole d’ordine di padre Puglisi. Come ha ben messo in luce Alessandro D’Avenia, giovane scrittore palermitano di successo, tra l’altro professore in due licei di Milano, nel libro «Ciò che inferno non è» (Mondadori), opera che apprezziamo moltissimo e della quale invitiamo alla lettura, in cui il giovane scrittore siciliano racconta l’ultima estate di vita di don Puglisi intrecciata con quella di un suo allievo, Federico e di due ragazze, Serena e Lucia, nella spaventosa condizione del rione. Dall’altra parte, ci sono proprio coloro che di quell’inferno si nutrono. Vivere e lavorare là è una scommessa mortale. Ma 3P (Padre Pino Puglisi), come lo chiamano i suoi alunni del liceo, è abituato alle scommesse. L’abnegazione, la caparbietà, il coraggio ma soprattutto l’amore sono le armi che il prete utilizza per sconfiggere la barbarie dei malavitosi, intenzionati a portare con loro quei giovani per farli diventare vittime del loro malvagio sistema

Per loro, Don Pino è riuscito a mettere in piedi un luogo di ritrovo, il centro Padre Nostro, con loro fa l’arbitro onesto di sfrenate partite di calcio nella polvere di un cortile, con una serranda arrugginita come porta. In ognuno di loro suscita e custodisce, all’interno di quell’inferno che è la vita a Brancaccio, «ciò che inferno non è», cioè la scintilla dell’amore. Don Pino non fa prediche, né si pone ad esempio; non spreca parole, agisce con intelletto d’amore, riaccendendo in tal modo la vita e la speranza.

© Riproduzione Riservata
Tags

Saro Trovato

Un blog che vuole raccontare le gesta di quei piccoli o grandi eroi della storia d’Italia e/o della nostra società contemporanea, i quali con il loro sacrificio hanno contribuito a rivoluzionare il nostro Paese in modo positivo. Un blog che vuole dar voce e raccogliere tutte quelle iniziative, leggi, opere culturali, storiche e di stretta attualità, realizzate con un comune spirito: denunciare i soprusi e non accettare le malefatte dei potenti nei riguardi dei più deboli. Storie, azioni e personaggi che hanno contribuito, anche se molte volte senza una voluta strategia, a costruire il cambiamento e in ogni caso a sollecitare la coscienza sociale.

Utenti online